La colazione di Blogsicilia

Un caffè con Francesco Pignataro "Il Pd siciliano ha perso la bussola"

pignataro

26 gennaio 2012 -  Francesco Pignataro, classe ’56, è sindaco di Caltagirone da quasi un decennio. L’esponente di centrosinistra, laureato in filosofia, accetta con piacere l’invito a colazione di Blogsicilia per fare due chiacchere sull’attualità politica della nostra Isola. Ma per cominciare anche Pignataro, a capo del ‘grosso’ Comune etneo da sempre molto importante non solo per la ceramica e la vocazione turistica, ha ‘toccato’ con mano il blocco che per giorni ha fermato di fatto la Sicilia.

Ecco dunque il suo pensiero: “E’ un segnale di grave disagio sociale ed economico, che non va affatto sottovalutato. Sono consapevole che, dentro la manifestazione, ci sono fattori di complessità inaccettabili, ma sarebbe sbagliato, da parte delle istituzioni – e i sindaci lo sono, peraltro in prima fila – non sforzarsi di comprendere e rappresentare questo indiscusso malessere ai più alti livelli. Se nei giorni di blocco non vi sono state, tranne qualche eccezione, pericolose derive oltranzistiche, lo si deve, oltre che all’intelligente lavoro delle forze dell’ordine, anche all’azione di quegli amministratori locali che sono stati vicini ai loro concittadini, nella consapevolezza che, nella stragrande maggioranza dei casi, si trattava di gente scesa in strada non con propositi violenti, ma per affermare il proprio diritto al futuro”.


In Sicilia intanto siamo dinanzi al ‘Lombardo quater’. Un suo giudizio.

“Assolutamente negativo sia per ciò che attiene ai risultati amministrativi, sia per la degenerazione della politica a cui ha portato, determinando un ribaltamento di ruoli e posizioni rispetto al mandato elettorale ricevuto, che non può essere giustificato neppure dallo stato di emergenza”.

Come sta il Pd siciliano?

“Sta male, perché ha perso la bussola della rappresentanza, inseguendo alchimie politiche che denotano soltanto la necessità di conservare il potere, andando contro il mandato elettorale di prima forza dell’opposizione ricevuto dai cittadini. E’ un partito che rischia di non raccogliere il consenso dei siciliani, che pure la storia di tanti uomini e donne fuori dall’apparato che credono nei suoi valori meriterebbe, perché correo dell’operato fallimentare di questo governo regionale”.

Un suo giudizio sul Terzo polo che in Sicilia sembra avere un peso strategico ed importante.

“In un sistema bipolare, rischia di essere ambiguo e poco credibile sia in termini di collocazione politica, sia in considerazione del fatto che mette insieme soggetti politici con evidenti e probabilmente insanabili diversità”

Come giudica le recenti dimissioni del sindaco di Palermo?

“Le giudico inevitabili, di fronte a un quadro fallimentare in cui, al di là delle difficoltà incontrate, Cammarata non può non rimanere il principale imputato”.

A Palermo, come sta lavorando il centrosinistra in vista delle elezioni?

“Con contraddizioni che mi auguro non attentino al risultato finale. E’ grave non sostenere al meglio una persona dalla storia personale e dalla indiscutibile credibilità come Rita Borsellino. E’ ancora una volta il segno di un Pd (o di una parte di esso) troppo attratto dalle sirene di Lombardo”.

Le prime concrete ricette per risollevare la Sicilia?

“Intanto l’utilizzo dei fondi strutturali: basterebbe che la Regione, anziché restare impantanata nelle beghe, li rendesse immediatamente fruibili per far tirare ai territori una grossa boccata d’ossigeno. E poi i distretti produttivi: che si aspetta a riempirli di contenuti e di risorse? Senza dimenticare lo sblocco dei cantieri. Per esempio, nel solo comprensorio calatino oltre 100 milioni di opere attendono ancora il via libera dalla burocrazia. Ultimo, ma non ultimo: bisogna far sì che i soldi non utilizzati per il Ponte sullo Stretto e oggetto del recente “de”finanziamento da parte del Cipe vengano destinati a infrastrutture per Sicilia e Calabria”.

Grazie sindaco, buona giornata.

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