A Catania, per ribadire il loro no fermo “allo smembrameto dell’Azienda regionale Forestale”, i vertici delle tre segreterie regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno chiesto al governo e al parlamento regionale di fare “le rivoluzioni nei fondi strutturali e non con una struttura che ha fatto la storia della forestazione”. E proprio il segretario regionale della Uila Uil ci ha rilasciato una intervista dove ha sottolineato la gravità di come “ci sia la volontà politica del governo regionale di liberarsi di tutti i lavoratori forestali e di una importante struttura come l’Azienda Regionale delle Foreste”.

La questione dei 26 mila forestali sta ponendo non poche problematiche.

“Si ma non sul numero. Le problematiche che vengono poste sono quelle di un ragionamento attorno alla reale tutela del territorio e dell’ambiente siciliano. La parte assistenziale non ci interessa. Ciò che ci sta a cuore è che la Regione abbia la capacità di assumere a valenza economica e a strategia di quest’Isola, tutto il sistema forestale”.

Ma qualcosa non è andata come potevate attendervi?

“Mentre avevamo dei ‘tavoli’ aperti perchè i sindacati non rifiutano nessun confronto per ragionare attorno al tema dello sviluppo, alla razionalizzazione e all’esigenza di trovare nuove aree boschive, dall’altro lato il governo regionale sceglie di destrutturare il lavoro emarginando il territorio isolano. Ma non finisce qui…”.

Ci dica.

“Ci sono delle questioni allucinanti. Una di queste è l’emendamento approvato notti orsono dall’Aula dove i presenti hanno dimostrato di non essere all’altezza di governare questa regione”.

Perchè?

“Molti non sanno neppure cosa hanno votato. Da un lato infatti si azzera l’Azienda Foresta demaniale, in un’altro emendamento invece si fa carico alla stessa azienda attribuendogli nuovi compiti. Questo la dice lunga su come si agisce all’Ars…”.

Insomma quali conseguenze?

Qui andremo allo smantellamento della politica a tutela e difesa del territorio con un provvedimento in netto contrasto con gli impegni presi dagli assessorati dell’Agricoltura e del Territorio e Ambiente della Regione Siciliana. C’è la volontà politica del governo regionale di liberarsi di tutti i lavoratori forestali e di una importante struttura come l’Azienda Regionale delle Foreste. Qui si vuole smantellare una struttura che, nel bene e nel male, ha fatto la storia dei boschi e delle foreste siciliane”.

Ricorrerete allo sciopero?

Guardi, già oggi siamo presenti alla giornata della protesta nazionale dei lavoratori agricoli e forestali in programma a Catania. La mobilitazione è in atto e noi arriveremmo anche lo sciopero generale ove non si dovesse recedere da certi atteggiamenti”.

Sull’azione del governo regionale, infine, quale il vostro pensiero?

Riteniamo che le condizioni complessive richiedano nuovi sviluppi che le elezioni anticipate potranno dare. Vorremmo però che il sistema delle elezioni non fosse uno stratagemma per evitare che si riducano i parlamentari da 90 a 70…”.

Grazie Pensabene, buona giornata.