Il giornalista, volto noto di Rai Sport, lungo la stagione calcistica di serie A appena conclusasi, ha seguito spesso le squadre siciliane, in particolare il Catania. Intervenuto in una nota emittente radiofonica etnea, Gianni Bezzi, ha brevemente analizzato il campionato dei rossazzurri e detto la sua anche sul Palermo.

Come giudica la stagione dei rossazzurri?

“Positiva. Diciamo che sino ad un mese e mezzo fa, per il Catania, si era prospettata anche l’ipotesi di una corsa verso l’Europa. Poi ho avuto l’impressione che la squadra abbia tirato il freno a mano come se non volesse, quasi, nemmeno provarci”.

Perchè, se si, secondo lei?

“Forse perchè la società non è pronta per allestire un gruppo per competere su più fronti. Per il resto, i numeri lo testimoniano, per gli etnei è stata una stagione positiva con il record personale dei punti e con l’espressione di un gran bel gioco. Con Montella questa squadra ha giocato molto bene grazie anche ad ottime scelte. Penso all’utilizzo di Lodi regista o la grande qualità dell’attacco con Barrientos, Gomez e Bergessio”.

Come prevede il ‘domani’ del Catania?

“Per la verità, ad oggi, sono poco ottimista. Già l’uscita di scena di Lo Monaco è un peccato per questo Catania. Se poi dovesse andar via come sembra anche Montella, bisognerà ripartire con un altro allenatore, con un altro tipo di gioco. Questo, insomma, potrebbe essere l’aspetto più preoccupante per la tifoseria di Catania. Quello finito poteva essere, invece, un punto di partenza vero”.

Crede più ad una rivoluzione in casa etnea o al mantenimento di una certa ‘ossatura’?

“Non conosco al momento le idee del Presidente Pulvirenti. Direi però che il Catania, nella prossima stagione, partirà con una pelle molto diversa. E questo non sarà un cammino semplice considerando quanto di buono fatto quest’anno. Il mio timore per la gente, lo ribadisco, è proprio questo”.

Il Catania, infine, ha concluso davanti ai ‘cugini’ rosanero del Palermo. Come giudica la società di Zamparini?

“Il trend che ha dimostrato il Palermo negli ultimi anni è quello, a mio avviso, di una pericolosissima inversione. E’ un Palermo che con Delio Rossi fece benissimo, una grande squadra con Pastore e Sirigu, oggi, al Paris Saint Germain o Nocerino ingaggiato dal Milan. Anche il Palermo di Zamparini sembrerebbe non aver voglia di confrontarsi con impegni che poi potrebbero costare troppo per le casse societarie. Ho l’impressione che si segua più una politica spinta a cercare dei giovani, magari importanti, comprarli con pochi soldi e rivenderli alla prima occasione. Onestamente, insomma, vedo un ridimensionamento anche in casa Palermo”.

Grazie Bezzi, buona giornata.