La ricorrenza del 25 Aprile dovrebbe avere la forza di sancire una nuova coesione nazionale, oltre i rancori e gli odi del dopoguerra. Premessa la comune condivisione dei valori democratici alla ricorrenza, andrebbe quindi data una nuova valenza di riconciliazione nazionale, superando gli odi e gli steccati e rappacificando gli italiani in nome dei valori repubblicani e dell’amore per la Patria, sottolineando il valore assoluto della libertà ma rispettando la memoria di tanti che si schierarono dalla parte dei vinti. Basta divisioni e odio. Oggi va costruito un nuovo “racconto”comune e condiviso.

Per l’Italia, la libertà e il patriottismo repubblicano, che è la formula non retorica di questo nuovo racconto: passione e consapevolezza, metodo prima che tradizione, impegno prima che eredità.

La principale sfida che ci attende è trovare il profilo, il linguaggio e la misura per riconoscere, chiamandole con nuovo nome, idee e persone per governare il presente e progettare il futuro rispetto a chi vuole solo difendere l’esistente.

Tutti coloro che “ci stanno” ne siano consapevoli e rileggano, facendola propria, l’esortazione di Vladimir Majakovskij: “esci Partito dalle tue stanze. Torna amico dei ragazzi di strada”.