Nel processo sui presunti casi di inquinamento ambientale nella Facoltà di farmacia dell’Università di Catania, provocati dagli ‘sversamenti’ nei lavandini dei laboratori dei composti chimici utilizzati per le sperimentazione, sono state escluse dall’elenco delle parti civili alcune famiglie di giovani ricercatori morti per tumore e malati di neoplasie gravi.

L’Ateneo, invece, nell’ambito dello stesso processo riveste il ruolo di parte civile e contemporaneamente di responsabile civile. Questo è quanto è stato deciso dalla terza sezione penale del tribunale di Catania.

Stamattina nel dibattimento che vede otto imputati accusati di disastro ambientale, gestione di discarica abusiva e falso, il tribunale ha sciolto le riserve sulla parti civili. E clamorosamente ha escluso tutti i ricercatori e gli studenti che si sono ammalati o sono morti durante un periodo di tempo diverso da quello preso in esame dall’inchiesta che va dal 2004 al 2007.