il futuro della compagnia siciliana
Wind Jet, sindacati inquieti

Una scalata prodigiosa iniziata nel 2003. In nove anni la Wind Jet, la compagnia low cost catanese, che vanta una flotta di 12 airbus, è diventata la sesta in Italia per quota di mercato domestico. Il 13 aprile, la svolta societaria: l’acquisizione della società da parte del gruppo Alitalia-Cai. Un passaggio di mano che getta alcune ombre sul futuro del vettore fondato da Antonino Pulvirenti. Uno dei rischi dietro l’angolo è che non tutti i 400 lavoratori tra comandanti, piloti, assistenti i di volo, amministratori e tecnici di manutenzione e magazzino, potranno essere assorbiti nella new Co di Alitalia.
A lanciare l’allarme è la Filt-Cgil. Il maggiore timore del sindacato è appunto che non ci sarà la possibilità di assorbire tutti i dipendenti, che qualche ‘pezzo’ possa perdersi per strada. A gennaio, poco prima che partisse l’iter per l’acquisizione della compagnia da parte di Alitalia-Cai, erano state avviate le trattative per il rinnovo contrattuale del personale di volo. Con il passaggio societario, la trattativa aveva però subìto uno stop. Adesso i sindacati sono in attesa di aprire il dialogo con i nuovi vertici aziendali. Prima però bisognerà attendere il via libera all’operazione che è vincolato all’autorizzazione dell’Autorità garante della concorrenza e al pronunciamento dell’Enac.
Ma le inquietudini per i 400 dipendenti non finiscono qui. La compagnia, secondo la Filt Cgil, sarebbe in crisi di liquidità con una forte esposizione debitoria, che ammonterebbe a circa 100 milioni di euro. “Il personale è in attesa degli ultimi due stipendi e della tredicesima mensilità. Gli stipendi di febbraio – dice il segretario Giacomo Rota – sono stati pagati a macchia di leopardo, mentre quello di marzo e la tredicesima devono ancora essere corrisposti”.
La società replica che lo stipendio di febbraio è stato pagato regolarmente a tutti i dipendenti, quello di marzo sarà retribuito a giorni e la tredicesima sarà corrisposta entro la fine di maggio.
Un quadro pieno di incertezze, reso ancor più nebuloso dal fatto che non è stato ancora chiarito se la Wind Jet manterrà il marchio e se le due compagnie resteranno separate. Dettagli di certo non secondari, tanto per il personale quanto per gli utenti siciliani, considerato che fino a ora la compagnia ha garantito il servizio a prezzi competitivi. Rimarrà tutto come prima oppure con il ritorno a una posizione di monopolio i siciliani , già pesantemente penalizzati da ferrovie antidiluviane, dovranno mettersi il cuore in pace e pagare tariffe aeree più salate per poter continuare a usufruire di un collegamento veloce con il Continente?
Molto forse dipenderà dal ruolo di Pulvirenti. Uscirà di scena o entrerà con una quota di partecipazione nel consiglio di amministrazione di Alitalia-Cai? Intanto, in attesa di risposte, restano solo paure e preoccupazioni.



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